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Premesso che siamo a conoscenza del fatto che la volumetria della zona interessata è stata approvata nel P.R.G. del 20 marzo 2004, non possiamo ritenerci soddisfatti di com’è stato affrontato il problema. Era a conoscenza di tutti che in quella zona non vi fosse un piano che potesse limitare il diritto volumetrico, ma nessuno ha fatto niente fino alla presentazione del progetto. Anche le risoluzioni in seguito adottate non ci vedono d’accordo, in quanto lo spostamento della volumetria su un’altra area è conseguenza della sparizione di un’altra zona verde del paese. Avremmo preferito, a questo punto, che il comune rinunciasse agli oneri d’urbanizzazione e, nel caso, pagasse la volumetria eccedente, così da mantenere salva almeno una parte del paese. Oltre a questo, oggi vi sono altre due questioni da affrontare: La prima riguarda il fatto che, avendo il progetto una tempistica decennale, questo piano attuativo non prevede, nel progetto dei nuovi alloggi, la predisposizione per impianti a risparmio energetico nonostante vi siano delle leggi che, si prevede, verranno emanate a breve e che obbligheranno le nuove costruzioni ad adeguarsi a nuove normative in questo ambito. Questo fatto è molto rilevante anche perché l’amministrazione ha promosso la costruzione della prima casa passiva in Italia, ovvero una costruzione ad altissimo risparmio energetico. Ci chiediamo quindi, a cosa serve la valorizzazione di quest’opera se poi le nuove costruzioni non prevedono questo tipo d’impianti? La seconda questione è il fatto che “approvare e poi adottare un piano di questo genere, che ha una rilevanza territoriale tale da incidere sulla riorganizzazione dell’ambito urbano, e che prevede una pluralità di destinazioni e di funzioni, comprese quelle inerenti alle infrastrutture pubbliche e d’interesse pubblico, alla riqualificazione ambientale naturalistica e paesaggistica, al punto d’avere i canoni tipici del piano integrato d’intervento”, come detto nella cronologia del progetto del piano attuativo, pagina 4, è, a cavallo di due amministrazioni e senza aver prima provato il nuovo Piano di Governo del Territorio, un atteggiamento che non riteniamo politicamente corretto. Per i motivi sopra citati, e perché non abbiamo nessun’intenzione di partecipare alla cementificazione del paese, non parteciperemo a questa votazione, per cui in questo momento lascio l’aula. cons. Roberto Tunesi |
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